Acrobazie virtuali



Acrobazie virtuali
tra un computer e l’altro
tra cucina e soggiorno
con i gatti che ti girano attorno
acrobazie mentali quotidiane
tra giornali libri e dischi
telefilm e romanzi da leggere
poesie evaporate tra le nubi
perduto vago tra i pensieri
versi stropicciati e sbiaditi
gettati nel cestino dei rifiuti
zoppico con i gesti e parole
appena nati e donatemi
comuni immagini macchiano
e sfocano il tramonto infuocato
zoppica la memoria al mattino
allo zenit ed alla tarda notte
con i miei pensieri fo a botte…


Il dolore ottunde la mente

Il dolore ottunde la mente
appesantisce una piuma
sconvolge il tempo grava l’aria
confonde e stravolge ogni cosa
picchia duro come un martello
su interminabili secondi e ore
sui lentissimi giorni accovacciati
sul letto di milioni di ricordi
sfuoca le idee ed i gesti
insiste su ferite rimarginate
nega cicatrizzazione e cura
delle pareti bianche d’ospedale
che si chiudevano su di te
mesi senza tempo: oltre misura.
Un sibilo fischia nella mente
cerchi pace in ogni musica
ma il suo urlo copre tutto
nebbia fitta che si staglia
sul tuo passato sul tuo futuro…


Un piccolo spunto

Da un piccolo spunto
una luce fioca nel buio
un colore acceso d’una foto
qualche nota accennata
da un lontano pianoforte
due accordi di chitarra
un tamburo che batte nella testa
immagini perdute d’una festa
gioie lontane nel tempo
e nella confusa memoria
travolta da un uragano
di globuli rossi impazziti
folle corsa verso la morte.

Invero basta così poco
per far nascere una poesia
un piccolo spunto è un faro
che illumina il buio amaro
slavina che smuove emozioni
ricordi rimpianti e passioni!

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Sono goloso

Sono goloso, è un mio difetto
ma in questo mondo chi è perfetto?
dopo aver fatto colazione al bar
torno a casa con un neo di cioccolata
sul centro del naso infreddolito
a mo di nobil uomo settecentesco
vado matto per lamponi e fragole
per la cioccolata nera all’arancio
per le trofie al pesto ed un Rossese
vino prelibato di Dolceaqua
antica celtica Dussaga e romana
goloso di cuscus alla cernia
o di goulash zuppe ungherese
amo così tanto il fungo porcino
che lo metterei persin sul cappuccino!
E’ un mio difetto una mia imperfezione
alla fine, solo io ne pagherò il conto…

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Eolo s’è infuriato

Eolo s’è infuriato
giocando a Shangai
con gli alberi di Paneveggio
a bowling con gli yacht
e le barche a Portofino,
m’ha scaraventato a terra
sulla soglia del supermercato
ha divelto tegole e tetti
anche le pale di san Martino
han faticato a stare immobili
Portofino è ora un’isola
ogni città è stata stravolta
i sottopassi son tutti allagati
rari i gatti che si sono salvati
i gabbiani, a terra accovacciati
scrutavano montagne di mare
verso loro nere e paurose arrivare…

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Tutto ciò che ci accomuna

 

Tutto ciò che ci accomuna
è visione larga della vita
gusto del viaggio, del nuovo
vibrisse tese sulle guance
una certa insofferenza agli stupidi
che abbondano su questa terra
alla ricerca d’un luogo ideale
lontano dall’ignoranza che dilaga
certo ci sono anche scontri
(abbiamo il nostro carattere)
ai cretini non diamo mance:
pane al pane, vino al vino.
Io poeta, combino casini e guai
lei concreta, con piedi per terra li risolve
amiamo i Metallica e Puccini
Criminal minds e la Butterfly
ma ciò che amiamo maggiormente
sono i nostri innumerevoli compagni gatti
del lontano passato e del presente!

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L’addio alle cose care

 

 

 

 

Crescono le cose care
a cui devo dire addio
s’allontanano inesorabili da me
dai miei sogni, dai miei desideri
sostano inamovibili i ricordi
fotografie nelle mie sinapsi
un film a colori dei miei viaggi
torna la nostalgia dei cento voli
e dei cento atterraggi emozionanti
con la pista scura che s’avvicina
la mano stretta a mia moglie
ai suoi primi voli in aereo
le parole per rassicurarla
visto che ne ho fatti cento e più
e son qui al suo fianco, sereno.
Addio alle salite su per Pigna
o per Castel Vittorio con mimose
fiorite di varie dorate sfumature
il loro profumo nell’aria del mattino
incantato da tanta meraviglia
rallentavo ad ogni ombrosa curva
il loro colore si lucente si stagliava
nel verde delle terrazze d’ulivo.

Amo la Liguria che m’accolse.

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